Accesso
Da Genova autostrada A10 fino a Savona, quì si prosegue con l'A6 verso Torino fino all'uscita di Ceva.
Da Ceva si prende a destra e si percorre la SS n.28 lungo la Val Tanaro superando i paesi di Garessio, Ormea, fino a Ponte Nava; da qui si prosegue a destra per Viozene, che si raggiunge dopo una decina di chilometri. Si può lasciare l'auto lungo la strada, nei parcheggi proprio sotto la chiesa.,
Itinerario
Bellissima gita su una delle cime più frequentate e conosciute dell'entroterra ligure. Il Mongioie si trova sul tratto di catena montuosa, compresa tra il Monte Antoroto (m 2149) e il massiccio del Marguareis (m 2651), che fa da confine tra la Liguria e la pianura piemontese. Dalla vetta splendita vista a 360° e nelle giornate limpide è possibile intravedere anche la Corsica.
Lasciata l'auto a Viozene (m 1245) il sentiero ha inizio alla destra della chiesa parrocchiale. Si risale per il borgo percorrendo la stretta stradina cementata che dopo aver superato il caseggiato di "Piumini" diventa sterrata e si addentra in un bosco di nocciole. Dopo circa 50' di cammino si raggiunge il rifugio Mongioie (m 1520)
Dal rifugio partono due diramazioni per il Mongioie:
- la prima si dirige in direzione del Bocchin dell'Aseo (m 2292) con 2h e 15' di cammino e
- la seconda per il Bocchin delle Scaglie (m 2325) che è consigliato per la discesa.
Noi seguiamo le paline che dal Rifugio ci portano a destra, verso il Bocchin dell'Aseo; il percorso è interamente segnalato in bianco e rosso e ben tracciato. Il sentiero comincia a risalire sempre più ripido a zig zag sulla sinistra del vallone; supera una piccola fonte (a pochi metri dal sentiero), e prosegue verso Piano dell'Olio attraversando una zona adibita a pascolo. Il tracciato si inerpica alla base rocciosa delle Martinelle e lascia sulla destra il vallone della Vastera attraversato dal torrente Regioso. Si Raggiunge il pianoro di Pian dell'Olio (m 2090) dove un masso ben squadrato chiamato "Pietra dello Scambio" ricorda che questa era un'antica via di collegamento tra la Liguria e il Piemonte, a nord infatti si trovano i centri abitati di Artesina (m 1299) e Prato Nevoso (m 1622). Si risale verso il Bocchin dell' Aseo e si percorre la gola che divide il Monte Rotondo (m 2497) e la Cima Revelli (m 2489) dal Mongioie(m 2630). Arrivati al Bocchin dell'Aseo(m 2292) il sentiero a sinistra, segnalato da cartelli, porta sul Mongioie mentre quello a destra costeggia la Cima Revelli (m 2489) il Monte Rotondo (m 2412) e si dirige in direzione del Bric Conoia (m 2521). Sono gli ultimi 400 metri ma anche i più faticosi, il sentiero sale ripidissimo in prevalenza tra scaglie di roccia friabile. Risalendo si può scorgere in basso sul versante a nord il laghetto della Raschera (m 2110). La traccia sbuca sul sul filo di cresta ad alcune decine di metri dalla croce di vetta ; lo si percorre verso sinistra (SSO) su roccette fino a raggiungere la croce posta in vetta. La salita, per quanto faticosa, richiede solo 50' dal Bocchino dell'Aseo; se la giornata è limpida le fatiche sono ripagate dalla splendida vista che spazia dalle Alpi al Mare, è possibile scorgere il Bernina e la Corsica.
Note: Il tratto sulla cresta del M. Mongioie, non difficile ma un pò esposto, va percorso con cautela.
Ritorno:
Si ridiscende dalla parte opposta a quella di salita, per il versante erboso a nord del Mongioie, seguendo alcuni ometti di pietra, in direzione del Bocchin delle Scaglie (m 2325), ad ovest del Mongioie, da dove ha inizio l'omonima gola. Da qui ha inizio un canalone di detriti finissimi e mobili che, ginocchia permettendo, si percorre molto velocemente, quasi come si stesse sciando. Il canalone attraversa le Rocche del Garbo e la Cima delle Colme (m 2378) e al termine si ricollega al bivio dell'andata e quindi al Rifugio.
Non c'è nulla di difficile in questo percorso alternativo, ma individuare la via dalla vetta alla Gola delle Scaglie non è banale e assolutamente da non tentare se la visibilità non è più che buona.
Commento
Classica gita di inizio o fine estate, alla portata di escursionisti allenati, e che non presenta difficoltà purchè non ci sia neve residua nel tratto finale della salita alla vetta. Il Mongioie è la seconda vetta più alta delle Alpi Liguri (anzi, a lungo è stata considerata più alta dello stesso Marguareis) e per il panorama offerto e la facilità di accesso è una meta giustamente molto gettonata.
|