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Lago delle Rovine - Rif.Genova- Colle di Fenestrelle - Rif.Soria - San Giacomo di Entracque


Lago delle Rovine-Bacino del Chiotas-Rif.Genova- Lago Brocan-Colle di Fenestrelle-ruderi Casermetta Angelo Bortolo-Rif.Soria Ellena-San Giacomo



Accesso: 

Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Gesso in direzione Valdieri ed Entracque. Passato l'abitato di Valdieri, si prende la deviazione a sinistra per Entracque e, poco oltre, una successiva deviazione a destra per San Giacomo. Oltre la diga della Piastra, un ultimo bivio:

- a destra porta alla testata del Vallone della Rovina e all'omonimo lago, presso il quale si trova un posteggio ed un'area attrezzata a pagamento, punto di partenza per il Rif. Genova

- a sinistra, dopo 5 Km, si arriva in località S.Giacomo punto di arrivo di questo itinerario.

Per evitare una lunga camminata(15 Km) su asfalto è conveniente lasciare l'auto al bivio e raggiungere il Lago delle Rovine con il servizio navetta. Stesso mezzo da S.Giacomo per ritornare al bivio(dal 2005 è stato istituito un servizio di navetta, a cura della Società Gesam, tra Entracque, S. Giacomo di Entracque, Lago della Rovina, Terme di Valdieri- info 0171- 978616)


Itinerario: 

Il sentiero ha inizio subito a sinistra della piccola struttura realizzata dal parco al margine superiore del lago delle rovine all'altezza dell'area attrezzata. Saliti pochi gradini, si mantiene la destra in direzione della cabina dell'ENEL e di un tavolo da pic-nic, per poi trovare l'imbocco vero e proprio del sentiero (segnavia M8). La salita inizia con alcuni tornanti tra erba e detriti quindi, con l'aiuto di gradini artificiali, si superano alcune roccette. Si prosegue tra una rigogliosa vegetazione erbacea e una rada vegetazione arborea, si continua ripidi alternando tornanti a tratti scalinati e superando alcune roccette con l'aiuto di una scala metallica. Un'ultima serie di gradini preannunciano l'arrivo sulla strada sterrata utilizzata dall'ENEL durante i lavori per la costruzione della diga ed ora dismessa. Si segue la sterrata verso destra, in breve ci si immette sulla strada asfaltata di servizio alla diga, la si segue verso sinistra e, poco prima della galleria che passa sotto il canale scolmatore, si incontra il bivio a sinistra con la sterrata che porta al Rifugio Genova. Lasciata la strada asfaltata si sale lungo la sterrata e, con percorso a saliscendi, si costeggia la sponda SE del bacino artificiale, lasciando a sinistra il bivio con il sentiero (segnavia M10) per il Colle di Fenestrelle. In breve si giunge al Rifugio Genova Figari da dove si può proseguire, in direzione del Passo della Rovina, per una traccia che scende sui prati sottostanti e raggiunge la sponda del Lago Brocan.

Dal rifugio Genova si torna indietro fino al bivio per il Colle di Fenestrelle (segnavia M10) a destra,  si comincia a risalire il pianoro erboso e con una serie di ripide serpentine si raggiunge un tratto, a mezzacosta intervallato da tornanti, tra rocce montonate e detriti. Prima di raggiungere il Colle di Fenestrelle si incontrano due piccoli ma spettacolari laghetti.  Splendido il panorama che si gode dal colle: il Monte Gelas e gli omonimi ghiacciai, il Massiccio dell'Argentera ed in basso il Bacino del Chiotas. Una breve discesa precede l'ultima risalita che conduce ai ruderi della Casermetta Angelo Bortolo su un panoramico poggio erboso. Da quì inizia la discesa tra praterie alpine in quota e ampi pascoli in basso. Senza eccessiva fatica e con numerosi tornanti, si superano i ruderi del Gias Balmetta, del Gias Alvè e infine si raggiunge una sterrata.  La strada guada il corso d'acqua e, piegando verso N, guadagna l'altura sulla quale sorge il Rifugio Soria Ellena. Dal rifugio Soria Ellena con un ripido ma breve sentierino, si scende nuovamente sulla sterrata proseguendo in discesa a destra(segnavia M11), si trascura a destra la sterrata inerbita che scende al Gias della Siula, si oltrepassa il cosiddetto Piazzale dei Cannoni si continua sulla comoda sterrata di fondovalle lasciando a destra il Gias Isterpis. Entrati in un boschetto di faggi si scende il Vallone della Barra fino al rifugio escursionistico del Parco a San Giacomo di Entracque. 

Difficoltà: E   -   Dislivello: 1030 m  -  17,6 Km                     Tempi percorrenza:

L.Rovine->Rif.Genova: 1h 30' - Rif.Genova->Rif.Soria: 3h - Rif.Soria->S.Giacomo: 2h

Nella sezione GPS si può scaricare la traccia completa del percorso in formato Garmin




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Viozene - Rif.Mongioie- Bocchin dell'Aseo - M.Mongioie - Bocchin delle Scaglie - Rif.Mongioie - Viozene


Viozene - Rif.Mongioie - Pian dell'Olio - Bocchin dell'Aseo - M.Mongioie - Bocchin delle Scaglie - Rif.Mongioie - Viozene



Accesso

Da Genova autostrada A10 fino a Savona, quì si prosegue con l'A6 verso Torino fino all'uscita di Ceva.

Da Ceva si prende a destra e si percorre la SS n.28 lungo la Val Tanaro superando i paesi di Garessio, Ormea, fino a Ponte Nava; da qui si prosegue a destra per Viozene, che si raggiunge dopo una decina di chilometri. Si può lasciare l'auto lungo la strada, nei parcheggi proprio sotto la chiesa.,

 

Itinerario

Bellissima gita su una delle cime più frequentate e conosciute dell'entroterra ligure. Il Mongioie si trova sul tratto di catena montuosa, compresa tra il Monte Antoroto (m 2149) e il massiccio del Marguareis (m 2651), che fa da confine tra la Liguria e la pianura piemontese. Dalla vetta splendita vista a 360° e nelle giornate limpide è possibile intravedere anche la Corsica.

Lasciata l'auto a Viozene (m 1245) il sentiero ha inizio alla destra della chiesa parrocchiale. Si risale per il borgo percorrendo la stretta stradina cementata che dopo aver superato il caseggiato di "Piumini" diventa sterrata e si addentra in un bosco di nocciole. Dopo circa 50' di cammino si raggiunge il rifugio Mongioie (m 1520)

Dal rifugio partono due diramazioni per il Mongioie:

- la prima si dirige in direzione del Bocchin dell'Aseo (m 2292) con 2h e 15' di cammino e

- la seconda per il Bocchin delle Scaglie (m 2325) che è consigliato per la discesa.

Noi seguiamo le paline che dal Rifugio ci portano a destra, verso il Bocchin dell'Aseo; il percorso è interamente segnalato in bianco e rosso e ben tracciato. Il sentiero comincia a risalire sempre più ripido a zig zag sulla sinistra del vallone; supera una piccola fonte (a pochi metri dal sentiero),  e prosegue verso Piano dell'Olio attraversando una zona adibita a pascolo.  Il tracciato si inerpica alla base rocciosa delle Martinelle e lascia sulla destra il vallone della Vastera attraversato dal torrente Regioso. Si Raggiunge il pianoro di Pian dell'Olio (m 2090) dove un masso ben squadrato chiamato "Pietra dello Scambio" ricorda che questa era un'antica via di collegamento tra la Liguria e il Piemonte, a nord infatti si trovano i centri abitati di Artesina (m 1299) e Prato Nevoso (m 1622). Si risale verso il Bocchin dell' Aseo  e si percorre la gola che divide il Monte Rotondo (m 2497) e la Cima Revelli (m 2489) dal Mongioie(m 2630). Arrivati al Bocchin dell'Aseo(m 2292) il sentiero a sinistra,  segnalato da cartelli, porta sul Mongioie mentre quello a destra costeggia la Cima Revelli (m 2489) il Monte Rotondo (m 2412) e si dirige in direzione del Bric Conoia (m 2521).   Sono gli ultimi 400 metri ma anche i più faticosi, il sentiero sale ripidissimo in prevalenza tra scaglie di roccia friabile.  Risalendo si può scorgere in basso sul versante a nord il laghetto della Raschera (m 2110).  La traccia sbuca sul sul filo di cresta ad alcune decine di metri dalla croce di vetta ; lo si percorre verso sinistra (SSO) su roccette fino a raggiungere la croce posta in vetta. La salita, per quanto faticosa, richiede solo 50' dal Bocchino dell'Aseo;  se la giornata è limpida le fatiche sono ripagate dalla splendida vista che spazia dalle Alpi al Mare, è possibile scorgere il Bernina e la Corsica.

Note: Il tratto sulla cresta del M. Mongioie, non difficile ma un pò esposto, va percorso con  cautela.

 

Ritorno:

Si ridiscende dalla parte opposta a quella di salita, per il versante erboso a nord del Mongioie, seguendo alcuni ometti di pietra, in direzione del Bocchin delle Scaglie (m 2325), ad ovest del Mongioie, da dove ha inizio l'omonima gola. Da qui ha inizio un canalone di detriti finissimi e mobili che, ginocchia permettendo, si percorre molto velocemente, quasi come si stesse sciando. Il canalone attraversa le Rocche del Garbo e la Cima delle Colme (m 2378) e al termine si ricollega al bivio dell'andata e quindi al Rifugio.

Non c'è nulla di difficile in questo percorso alternativo, ma individuare la via dalla vetta alla Gola delle Scaglie non è banale e assolutamente da non tentare se la visibilità non è più che buona.

 

Commento

Classica gita di inizio o fine estate, alla portata di escursionisti allenati, e che non presenta difficoltà purchè non ci sia neve residua nel tratto finale della salita alla vetta.  Il Mongioie è la seconda vetta più alta delle Alpi Liguri (anzi, a lungo è stata considerata più alta dello stesso Marguareis) e per il panorama offerto e la facilità di accesso è una meta giustamente molto gettonata. 

Difficoltà: E  -  Dislivello: 1390 m - 12,1 Km

Tempi: Viozene->Rifugio: 50' - Rifugio->M.Mongioie: 3h 10'


Nella sezione GPS si può scaricare la traccia completa del percorso in formato Garmin


 

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    ver. 4.1.0.15  del 25/12/2013 (ris.1280x1024)                                     www.monte-reale.it - © C. F. 2006