Itinerari M.Reale
  Cartine
Itinerari altre zone
  Monti Liguri
  Parco M.Antola
  Alta Val Borbera
  Val Trebbia/Curone
  Livigno & Bernina
  Alpi Marittime
  M.Rocciamelone






Lerca(Capp. S.Anna)-M.Rama

Lerca (Capp. S.Anna)



Capp. S.Anna – Case Piana – Pendici Punta Coletta – Punta Coletta – Bric Camulà- Pendici M. Rama (Fonte) – Monte Rama - Cà Carbunée - fonte Spitsu - vallone Rio Lerca - Capp. S.Anna


 

Accesso: da Cogoleto si segue per circa 1 km la via Aurelia in direzione di Arenzano, quindi si prende a sinistra la diramazione che sale a Lerca (109 m) e si prosegue fino alla Cappella di Sant'Anna (161 m).

 

Itinerario: Dalla Cappella di Sant'Anna si continua per circa 1Km lungo la strada asfaltata e, giunti nei pressi di un serbatoio dell'acquedotto, si imbocca un sentiero che sale ripido verso nord-ovest (segnavia "due linee rosse" e "A rossa in campo bianco") fino a incontrare una mulattiera che taglia a mezza costa verso il vallone del Rio di Lerca. Dopo alcune centinaia di metri si abbandona la mulattiera segnalata con le due linee rosse e si sale a sinistra tra cespugli e pini radi (segnavia "cerchio rosso pieno" e "A rossa in campo bianco"). Oltrepassato un traliccio dell'alta tensione si continua a salire lungo un ampio costone. La mulattiera prosegue a mezza costa aggira il Bric Camula', sale al Passo Camula' (790 m), dove piega a destra sul versante sud-est del Monte Rama. Proseguendo tra boschi di pini si giunge a una fonte, poi si passa ai piedi di pareti rocciose verticali(partenza Via del Nonno). Superati alcuni tornanti, si incontra un bivio: si lascia a destra la mulattiera contrassegnata dalla A rossa e si prosegue sul sentiero segnalato con il cerchio rosso pieno, che conduce sulla cima del Monte Rama (1150 m). Dalla vetta si scende per la stessa via fino al primo bivio dove si svolta a sinistra(segnavia A rossa), proseguendo in leggera discesa si giunge alla Casa Carbunée e dopo poche decine di metri alla fonte Spinsu. Quì si scende sulla destra per il segnavia "due XX rosse" tra tratti erbosi e detriti glaciali, fino a raggiungere il Vallone del Rio di Lerca; è un luogo selvaggio, incassato tra gli imponenti contrafforti rocciosi dei monti Rama e Argentèa, con il rio che scorre in una profonda gola formando laghetti e cascatelle. Il sentiero attraversa il rio e lo costeggia dall'alto fino a ritornare sul percorso della salita. Dopo pochi minuti si giunge sulla strada asfaltata che porta alla Capp. di S.Anna, punto di partenza.


Difficoltà: E - Dislivello: 985 m - Tempo di salita: 2h 45'Lunghezza: 5,1 Km

Tempo discesa: 3h -  Lunghezza tot.: 11,5 Km


Nella sezione GPS si può scaricare la traccia completa del percorso in formato Garmin

 

Clicca sulle immagini per ingrandirle






Ge.Acquasanta(F.S.) - Punta Martin - M.Pennello - Colla - Ge.Acquasanta(F.S.)



Ge.Acquasanta(Santuario/Staz.FS) - Case Pezzuolo - bivio Gazeu - Rocca Calù - Punta Martin - M.Pennello - Rio Baiarda - Colla - Ge.Acquasanta(Santuario/Staz.FS)



Accesso stradale: da Voltri si prende la Strada Statale per il Passo del Turchino e prima

di arrivare in prossimità del Comune di Mele, si prende la deviazione a destra per la

località Acquasanta. Arrivati sullo spiazzo antistante la Chiesa si può parcheggiare oppure proseguire a destra in

salita fino a raggiungere la Stazione omonima posta sulla linea Genova-Ovada

Itinerario:

Dalla piazza del santuario, prendere a sx dello stesso seguendo il segnavia linea-punto rosso che ci accompagnerà per tutta la salita fino a Punta Martin.

Guidati dal segnavia si sale fino a raggiungere la ferrovia; chi parte dalla stazione F.S. si immetterà sul sentiero a questo punto: entrati in stazione occorre proseguire lungo i binari in direzione di Ovada per circa centocinquanta metri. Attraversati i binari, (attenzione!! il vecchio passaggio a livello pedonale è stato eliminato) si segue il tracciato di una mulattiera fino ad arrivare su un pianoro attraversato da una strada sterrata che conduce ad alcune case. Si oltrepassa Case Pezzuolo e si prosegue per un sentiero che taglia a mezza costa il versante sinistro orografico della vallata del rio Baiardetta  fino ad arrivare al bivio Gazeu (290m 0.25 h) ove si trascura la diramazione per Fontanin e Punta Pietralunga. Si continua quindi la risalita lungo il vallone, si raggiunge in breve il rio Baiardetta che si attraversa senza particolari difficoltà portandosi sull'altro versante.

Di qui in avanti il percorso si fa decisamente più ripido e faticoso. La traccia sale fino a raggiungere la panoramica cresta che viene percorsa, all'inizio sul versante sinistro con alcuni bei tratti nel bosco.

Più in alto si esce allo scoperto alternando tratti di ripido sentiero a facili roccette, si rimontano prima Cima Legea e poi Rocca Calù per arrivare in prossimità del tratto terminale che si sale per sentiero e roccette fino alla vetta di Punta Martin (1001m-2h 45' da Acquasanta) contrassegnata da una robusta croce in metallo . Si tratta di roccette sempre ben protette che non presentano mai grande esposizione.

La vetta offre bei panorami sulla zona del Turchino e del Beigua (sud-ovest / ovest) e sull'Appennino. Si vede il mare e, se è limpido, anche la Corsica, con Voltri e la città di Genova dall'aeroporto all'estremo levante.

Anziché scendere dalla stessa strada, è possibile ritornare ad Acquasanta con un altro percorso, decesamente più lungo ma assai più dolce e panoramico.

Dalla vetta si va in direzione nord-est verso l'ampia dorsale che conduce al Monte Penello (m 985, ore 0.20 dalla punta), dove si svolta a destra passando davanti ad uno dei due bivacchi e si prosegue per sentiero, mal segnalato(presenti rari segni e ometti di pietra), che scende sulla destra delle paline di segnalazione di un metanodotto.

Dolcemente si perde quota avendo sempre il mare davanti; in poco più di un'ora si arriva in prossimità della cappella della Baiarda, caratteristica per il tetto di un verde intenso, dove ad un bivio occorre seguire l'indicazione per Colla.

Il sentiero prosegue sempre in leggera discesa, tra i resti di un bosco di pini marittimi distrutto da un'incendio; un bivio permette, svoltando a sinistra, di raggiungere ed attraversare il Rio Baiarda.

Proseguendo in discesa ed attraversato nuovamente il rio, dopo poco il sentiero si allarga fino a diventare una carrareccia, inizialmente in leggera salita, che dopo alcuni tornanti arriva alle case in loc. Colla dove si incontra l'asfalto.

Imboccando la strada asfaltata sulla destra in discesa, dopo circa 1Km si raggiunge la stazione ferroviaria di Acquasanta e di lì si ritorna al piazzale del Santuario scendendo per la mattonata che inizia di fronte all'edificio della stazione FS.


Difficoltà: EE - Dislivello: 798 m - Tempo di salita: 2h 45'Lunghezza: 4,32 Km

Tempo discesa: 2h 50' - Lunghezza tot.: 10,8 Km - Perc.Tot. 5h 35'


Nella sezione GPS si può scaricare la traccia completa del percorso in formato Garmin

 

Santuario dell’Acquasanta

bivio Gazeu

Rio Baiardetta

Punta Martin

Punta Martin

Panorama da Punta Martin

Bivacco M.Pennello

M.Pennello

M.Pennello

Panorama dal M.Pennello


Genova dalle pendici del M.Pennello

Clicca sulle immagini per ingrandirle






Camogli (F.S.)

Manico del Lume

Rapallo (F.S.)


 

Bus da Camogli F.S. per Ruta (chiesa millenaria) - M.Esoli - Passo Quattro Pini - Santuario di Caravaggio- Passo del Gallo- Passo Serra-M. Manico del Lume(802 m) - M. Pegge - Passo della Crocetta- Santuario di Montallegro - percorso dei pellegrini - Rapallo F.S.

 

Itinerario: Dalla chiesa millenaria di Ruta di Camogli si segue il sentiero che sale in breve al monte Esoli. Giunti al passo dei Quattro Pini si può ammirare verso levante la penisola di Sestri Levante e punta Mesco; a ponente il golfo Paradiso. Si procede fino ai piani di Caravaggio e all'omonimo bianchissimo Santuario. Proseguendo si giunge al passo del Gallo, si continua seguendo il sentiero che arriva al passo Serra, crocevia di sentieri. Dal passo comincia il tratto più impegnativo dell'escursione, si sale seguendo la cresta per poi affrontare un breve tratto attrezzato che ci porta sulla cima del Manico del Lume. Dalla cima, si può godere di un ottimo panorama sulla sottostante Val Fontanabuona e su buona parte dei monti dell'Appennino, riconoscibili anche grazie ad una targa con l'indicazione di tutti i monti visibili.

Proseguendo lungo il sentiero di crinale si oltrepassa il monte Lasagna per giungere al monte Pegge, sede del rifugio A.N.A. "Margherita". Dal monte Pegge si scende al Passo della Crocetta e proseguendo nel bosco si giunge al santuario di Montallegro; da quì si può raggiungere Rapallo lungo il percorso dei pellegrini.o prendendo la comoda funivia.

 

Difficoltà: E  -  Dislivello: 850 m Percorrenza: 6h 15' Lunghezza: 24,1Km


Nella sezione GPS si può scaricare la traccia completa del percorso in formato Garmin


 

Clicca sulle immagini per ingrandirle





Rapallo-Sant.Montallegro-Chiavari

Rapallo F.S. - Santuario Montallegro -Passo la Colla - Case Costa(fonte) - Maxena - Chiavari F.S.

 

Itinerario: Da Rapallo si sale lungo una stradella lastricata: l'antica via utilizzata dai pellegrini per raggiungere il Santuario (segnavia ++ rosso). Sale tortuosa attraverso villette, ulivi ed orti con splendidi scorci sul golfo sottostante.  In circa un'ora e venti minuti si arriva al santuario. Una volta arrivati al Santuario si gira a destra, sul sentierino che conduce verso Zoagli (segnavia 2 rombi e 2 quadrati rossi). Si attraversa in una fitta leccetta che abbraccia un sentiero largo e agibile, dopo un paio di chilometri si raggiunge un bivio, ma si rimane a monte percorrendo sempre il sentiero, ora più stretto. Poi si prosegue su un tratto più impegnativo (segnavia 2 quadrati rossi), tra rocce e la vegetazione rada in costa al monte. Sulla destra il Golfo di Zoagli. Al bivio seguente scendere sulla sinistra e in pochi minuti si arriva al Passo dell'Anchetta, proseguire avanti sull'asfalto ancora per un po' e prendere sulla sinistra una deviazione che conduce a valle, in prossimità di una curva a gomito (sempre 2 quadrati rossi). Proseguire quindi sullo stretto sentierino nel bosco in direzione delle alture di Chiavari. Il paesaggio cambia, si fa più aperto e mediterraneo: i boschi di castagni, lecci e carpini lasciano il posto agli arbusti e ai muretti a secco.

I due quadrati rossi portano dopo poco tempo alle spalle di Chiavari, precisamente a Maxena, in prossimità della chiesa. Seguendo il sentiero che scende sulla sinistra dell'edificio si arriva in centro città.

 

 

Difficoltà: E  -  Dislivello: 650 m Percorrenza: 4h 15' Lunghezza: 15,1Km


Nella sezione GPS si può scaricare la traccia completa del percorso in formato Garmin

 

Clicca sulle immagini per ingrandirle






Ventarola - M. Ramaceto - Ventarola


Ventarola - Faggeta del Liciorno - Bocca di Feia - Monte Ramaceto - <Alta Via> - Passo della Crocetta - Ventarola


 

In auto: Genova Est – Bargagli – Ferriere – Passo della Scoglina – Ventarola

              Genova Ovest - Busalla - Montoggio - Laccio - Montebruno - Barbagelata – Passo della Scoglina – Ventarola

 

Itinerario:  Si tratta di un itinerario per buoni camminatori, anche se non prevede alcun tratto difficile, caratterizzato dapprima dal placido rio Liciorno, che scorre in un incantato ambiente pianeggiante e soleggiato, poi dalla bella faggeta del Liciorno che si estende in salita fino alla Bocca di Feie, sulla cresta del Ramaceto, infine l'ultimo ripido tratto fino alla cima. La fatica della salita è ampiamente ripagata dall'impareggiabile panorama che si gode dalla vetta; si spazia dall'Appennino settentrionale al mare, dalla Val Padana alle Alpi Centrali. Splendida vista sulla spiaggia di Lavagna e promontorio di Sestri Levante. Per più della metà-dalla Bocca di Feia al Passo della Crocetta - il sentiero percorre l'Alta Via dei Monti Liguri, uno dei più interessanti itinerari della Liguria lungo lo spartiacque tirrenico-padano. Il punto di partenza è il caratteristico borgo di Ventarola, antico nucleo rurale in buono stato di conservazione.  Si segue il segnavia "triangolo giallo" fino alla vetta del Ramaceto poi "l'Alta Via" fino al passo della Crocetta dove si svolta in discesa a sinistra, segnavia "tre palle gialle", fino a ricongiungersi con il percorso della salita nel tratto pianeggiante del rio Liciorno; "triangolo giallo" fino a Ventarola.

 

Difficoltà: E  -  Dislivello: 550 m Percorrenza: 4h 30' Lunghezza: 10,8Km


Nella sezione GPS si può scaricare la traccia completa del percorso in formato Garmin


 

Clicca sulle immagini per ingrandirle






Anello del Monte Aiona


Rif.Pratomollo - Passo della Spingarda - Quadrivio rio Diagonale -"Strada delle Guardie"- Passo del Cereghetto-Bosco Fontana -"Re della Foresta"- Passo Prè di Lame - Monte Aiona - Passo della Spingarda - Rif.Pratomollo

 

Per arrivare all'accesso del sentiero si esce al casello di Lavagna (A12 Genova-Livorno) seguire la SP33, SS225 della Val d’Aveto fino a Borzonasca, dove si gira a destra per salire a Prato Sopralacroce poi seguire le indicazioni per il Rif.Pratomollo; gli ultimi otto chilometri di strada sterrata sono sconnessi e irregolari.

Itinerario:  Si tratta di un itinerario per buoni camminatori, anche se non prevede alcun tratto difficile, caratterizzato da selve secolari di faccio e di abete bianco che rivestono le pendici del monte e fanno da cornice a spazi lacustri e laghetti alpestri.

Dal Passo della Spingarda (1549 m/20’), trascurando l’Alta Via dei Monti Liguri che sale direttamente all’Aiona, si percorre la strada in terra battuta diretta a nord-est (A3/A4, rombo giallo vuoto) che, alternando faggete ad abetine di rimboscamento, scende a tornanti verso il torrente fino a raggiungere il rio Dragonale.

Dal crocevia di Rio Dragonale (1382 m/50 - Fonte’) si percorre a sinistra la Strada delle Guardie diretta al Passo del Cereghetto (A3, rombo giallo vuoto). L’itinerario si snoda lungo il freddo versante settentrionale dell’Aiona, caratterizzato da un circo glaciale e da cordate moreniche risalenti a 20 mila anni fa. Sono questi i sentieri battuti da un piccolo branco di lupi, difficili da avvistare. Superato il Passo del Cereghetto (1470 m/1h30’) la pista alterna tratti soleggiati e panoramici ad altri immersi nella faggeta, costeggiando grossi torrioni, fino a guadare l'acqua sorgiva del rio Rezzoaglio che scorre lungo uno dei tanti canaloni modellati da antichi ghiacciai. In questo tratto il sentiero presenta una frana di pochi metri con qualche difficoltà per l'attraversamento.  Trascurando il sentiero che scende a Cerisola, si avanza nella penombra del Bosco Fontana, faggeta quasi surreale nella stagione autunnale (A1/A3).

Ad un quadrivio si prosegue in piano (A2/A3), trascurando il tracciato che sale a sinistra (due linee gialle parallele) verso il Passo Prè di Lame, e il sentiero che scende a Magnasco (A1). Immersi nella faggeta, dapprima si lambisce una zona umida (Lago di Sopra, 1398 m) e poi, grazie ad una breve deviazione a destra, si scende in uno spiano dove si erge il "Re della Foresta": un faggio monumentale alto 26 metri con circonferenza superiore ai 3 metri.

Guadagnato nuovamente il sentiero principale(A2/A3) si giunge al gomito dell’anello descritto dove si lascia il sentiero(A2) in piano, che raggiunge in breve la strada di servizio della Riserva Orientale delle Agoraie e Moggetto, per guadagnare quota (A3/Alta Via dei Monti Liguri), immersi nella penombra di un bosco di faggi e conifere lambendo piccole zone umide, come la Pozza della Navazza, per poi spostarsi sull’altro versante e raggiungere l'Alta Via(AV).

Proseguendo lungo lo spartiacque tirrenico-padano e seguendo l’Alta Via dei Monti Liguri, si raggiunge il Passo Prè di Lame (1537 m/3h10’) e il versante occidentale dell’Aiona. Piccoli faggi, con la chioma deformata dal vento e dalle severe condizioni climatiche, delimitano l’ambiente aperto dell’Aiona, contrassegnato da brughiera a mirtilli, ginepro nano e in primavera dalle preziose fioriture che ingentiliscono l’altipiano dalle apparenze tipicamente lunari, solcato da roccia di origine glaciale. La natura del  substrato, le forti escursioni termiche, l dilavamento del terreno, hanno contribuito alla formazione di pianori dove si alternano zone asciutte ad altre temporaneamente allagate.

Una volta raggiunta la croce del Monte Aiona (1702 m/3h50’) grazie ad una breve deviazione (segnavia rombo rosso), si prosegue lungo l’Alta Via che attraversa l’ampio pianoro.  Circondati da un paesaggio quasi lunare in breve si ridiscende al Passo della Spingarda (1549m,/4h30’) e infine al Rifugio Pratomollo.  Presso il rifugio una breve escursione conduce a Pietra Borghese, una roccia scura, di origine magmatica, che attira i fulmini e fa impazzire la bussola grazie alle proprietà magnetiche della iherzolite.

Difficoltà: E  -  Dislivello: 525 m Percorrenza: 4h 50' Lunghezza: 12,2Km


Nella sezione GPS si può scaricare la traccia completa del percorso in formato Garmin


 

Clicca sulle immagini per ingrandirle






Valico Eremiti - Monte Tobbio  Valico Eremiti



Valico degli Eremiti - Passo della Dagliola - Monte Tobbio -

versante Nord/Ovest - Valico degli Eremiti

 

Per raggiungere il Valico degli Eremiti in auto da:

 - Voltaggio, S.P.166 in direzione Capanne di Marcarolo (Km 5,2)

 - Bosio, la S.P.170 in direzione Mornese/Lerma poi S.P. 165 in direzione Capanne di Marcarolo (Km 11,1)

 - Lerma,  S.P. 170 in direzione Bosio e S.P. 165 in direzione Capanne di Marcarolo (Km 16,0)

 - Capanne di Marcarolo, seguendo la S.P. 165 in direzione Bosio (Km 10,8).


Itinerario:  Nel Parco 'Capanne di Marcarolo' uno degli itinerari più frequentati e tra i più suggestivi, è quello che porta alla vetta del Monte Tobbio(mt.1092); da quì si può godere di un suggestivo panorama a 360° su tutte le valli circostanti, sulla pianura alessandrina, il mare e la catena delle Alpi.


Il sentiero parte in località Valico degli Eremiti, all'incrocio tra le strade provinciali 165 (proveniente da Bosio) e 166 (proveniente da Voltaggio), dove si trova l'omonima chiesetta(mt. 559); a destra della chiesetta(guardando la costruzione)  si vede immediatamente l'attacco della mulattiera che è contraddistinta con il segnavia FIE .

Subito dopo i primi tornanti c'è un bivio, entrambi i sentieri conducono al M.Tobbio, nel nostro caso manteniamo la sinistra con segnavia e bianco/rosso del Cai, e proseguiamo salendo in continuazione lungo un sentiero che si presenta con fondo sconnesso e pietroso, ma che si inerpica dolcemente seguendo ampi tornanti sul versante N/E; lungo tutto il percorso sono presenti i due tipi di segnavia, non troppo frequenti ma comunque sufficienti a non perdere la traccia.

Si attraversa una pineta molto aperta di pino nero , frammista ad un'abbondante presenza di sorbo montano; in periodo primaverile si può ammirare la fioritura di erica, tipica specie della macchia mediterranea che qui convive con altre specie come la dafne, tipica di ambienti di quota su rocce serpentinose.

Dopo circa mezz'ora di cammino si giunge alla quota di mt. 740 dove si incrocia il sentiero proveniente da Voltaggio, bisogna quindi proseguire in salita e, dopo aver superato un centinaio di mt di dislivello, si giunge al suggestivo Passo della Dagliola (mt. 856), ampia sella erbosa che mette in comunicazione la valle del Rio Lavezze con i bacini del Rio Vergone - Gorzente; da qui in avanti i segnali FIE utilizzano il triangolo giallo, sempre alternati con quelli CAI.

In corrispondenza di un ometto di pietre si svolta decisamente a destra e si prosegue lungo i tornanti sempre abbastanza dolci, che attraversano ambienti sempre più di quota tra arbusti contorti e aree sassose; all'uscita di un tornante si incrocia il sentiero  con segnavia che avevamo abbandonato all'inizio. Si prosegue diritti in salita ed ecco che si presenta l'ultimo tratto, tra pascoli e aree prative e si giunge così alla chiesetta del Monte Tobbio (mt. 1092), incantevole punto panoramico, dove lo sguardo può spaziare dal mar Ligure alla catena alpina (1h 30' - 3,9 Km).

La capella del M. Tobbio, dedicata alla N.S. di Caravaggio, fù inaugurata il 4 settembre 1899:“...malgrado il cattivo tempo si fece festa per tre giorni consecutivi con un crescendo consolante di divoti pellegrini, e con entusiasmo indescrivibile”.

   Nel 1909 si decide di ingrandire l’edificio della cappella poiché essa “risultò subito insufficiente al bisogno perché numerosi erano i pellegrini che nella solennità si portavano sull’alta vetta, ma pochi tutto al più una cinquantina potevano stare nella Cappella [che ora] [...] è capace di contenere oltre trecento persone, è provvista di sacrestia, è fiancheggiata da un robusto campanile [...] insomma parmi che nulla manchi da poter essere chiamato: un piccolo santuario”.

Da allora, ogni anno vengono celebrati il 26 maggio, ricorrenza dell’ apparizione di N. S. di Caravaggio e il 4 settembre, giorno dell’inaugurazione.    Agli inizi del 1900, nelle vicinanze della cappella, venne costruito un rifugio ancora aperto agli inizi degli anni Quaranta, oggi completamente scomparso. 

Attualmente esiste  un piccolo ricovero annesso alla chiesetta, sempre aperto e non custodito, composto da due stanze con panche, tavolo, sedie, stufa e due letti a castello.

Discesa: si può scendere lungo il medesimo itinerario, oppure, al primo bivio, svoltare a sinistra e seguire il sentiero con segnavia che si snoda sul versante N/O del monte tra zone rocciose che rendono, in questo tratto iniziale, l’ambiente quanto mai suggestivo.  Si prosegue alternando ampi tornanti e lunghi traversi tra pascoli, pietraie e vegetazione arborea , infine la pineta fino a ricongiungersi con il percorso della salita.

 

Difficoltà: E  -  Dislivello: 552 m - Percorrenza: 3h - 7,4Km


Nella sezione GPS si può scaricare la traccia completa del percorso in formato Garmin


 



Vecchie foto dal sito: http://www.issbarletti.it/Viandanti/51%20vedute%20del%20monte%20Tobbio.htm

Clicca sulle immagini per ingrandirle




    ver. 7.00 del 17/01/2012 (ris.1280x1024)                                     www.monte-reale.it - © Cicerone Franco 2006